L’Arte della ceramica a Vietri sul Mare

Vietri è nota nel mondo per la sua produzione di ceramiche artistiche, in

special modo per le sue

 

“maioliche smaltate” (faïence), un tipo di ceramica

dai colori molto brillanti, di cui è possibile ammirare molteplici esempi nel

locale

 

Museo della Ceramica, che ha sede nella Villa Guariglia a Raito. Il

museo conserva numerosi reperti ceramici, dal Settecento fino alla seconda

metà del ‘900.

Si suppone che l’arte della ceramica sia stata introdotta dagli Etruschi, i

fondatori della città (Vietri era anticamente chiamata “Marcina”), e poi

proseguita dai Greci e dai Romani (VI-V secolo a.C.). Tornò a fiorire nel

Medioevo e molto probabilmente subì l’influsso della ceramica islamica, dalla

quale deriva la tecnica dell’invetriatura ricavata a piombo di colore verde (ne

sono testimonianza alcuni ritrovamenti ceramici intorno al Castello di Arechi,

come dimostrato dal prof. Paolo Peduto durante le sue campagne di scavo

archeologico in loco).

La lavorazione della ceramica si sviluppò in pieno alla fine del XV

secolo. A tale periodo risalgono i più antichi esemplari di mattonelle votive,

sparse dei vicoli e nelle stradine del nostro paese. Nel XVIII secolo

esistevano ben 50 forni.

La ceramica vietrese ebbe poi un notevole sviluppo nell’Ottocento,

grazie alla produzione di vasellame e oggetti di uso quotidiano, ed un vero e

proprio boom negli anni Venti del ‘900.

Vietri è un

 

museo vivo dell’arte della ceramica ed ovunque si giri con

lo sguardo è possibile trovarne esempi e testimonianze. Cominciamo a dare

un’occhiata partendo da Piazza Matteotti, la “piazzetta delle ceramiche”.

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